
| Show fantástico en el Palacio Nacional. Julio Iglesias ha llegado a Chisinau | |||||
8 de Junio de 2012 |
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| web de la cadena TV Prime, de Moldavia | |||||
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Show fantástico en el Palacio Nacional. Julio Iglesias llegó a Chisinau para despedirse de sus fans moldavos. El concierto que está ofreciendo en estos momentos forma parte de la gira de despedida del artista. Para visitar a sus fans de Moldavia, Julio Iglesias, que es uno de los mejor pagados cantantes del mundo, redujo su honorario casi a mitad. Al menos eso dicen los organizadores del concierto, que, no obstante, se negaron a revelar la cantidad. Julio Iglesias aterrizó en Chisinau ayer por la noche, en avión privado. Alojado en la suite presidencial de un hotel de la capital, al artista – leyenda no pidió nada extravagante, comentan los organizadores. Julio Iglesias llegó sin guardaespaldas. Vino acompañado por 30 personas, de entre las cuales 5 señoritas, de su grupo de backing vocals. Pese a habérsele preparado una cena en una sala de protocolo, el artista prefirió cenar en el restaurante, junto a los demás huéspedes del hotel. Después del concierto de Chisinau, ofrecerá varios shows en España, después de los cuales el legendario artista español, de 68 años de edad, anunció que se retiraría de los escenarios y de la vida pública. |
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| Julio Iglesias canta controcorrente «Due squadre con lo stesso stile» | |||||
2 de Julio de 2012 |
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| Il Corriere della Sera | |||||
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«A giorni alterni sono spagnolo e italiano, questa sera sono stato spagnolo», raccontava ieri sera Julio Iglesias dalla sua villa da Malaga, quartier generale del suo tour europeo che l’altroieri sera ha toc- cato lo stadio di Bucarest. Julio Iglesias è uno spagnolo che ha vissuto grandi fortune musicali in Italia (dove è appena uscita una sua raccolta di successi), sabato sera ha cantato poi è salito sul suo aereo (con una piccola deviazione per Amsterdam per imbarcare moglie e qualche figlio) e poi ha visto la finale sul maxischermo sistemato vicino alla piscina della villa. «Stasera non sono né un pirata né un signore — scherza parafrasando una delle sue canzoni più celebri —. Sono solo un tifoso della Spagna». La sua idea sulla partita? «Una partita imprevedibile e sa perché? Perché in questi campionati europei Italia e Spagna hanno giocato nello stesso modo, insomma con uno stile simile. I ruoli ben distribuiti, c’è chi va avanti, chi va a catenaccio. Io trovo fantastici Pirlo e Cassano, sono meravigliosi. Pirlo è davvero un grande artista. Per non parlare di Balotelli che vive davvero un momento magico». Lei da ex portiere della squa- dra giovanile del Real Madrid cosa pensa di Buffon? «Senza esagerare credo che Buf- fon sia uno dei più grandi portieri degli ultimi due decenni. In verità anche lo spagnolo Iker Casillas è una specie di leggenda. Ma quel che trovo incredibile della Spagna è la difesa: Ramos, Piquet, Arbeloa. Insomma due squadre formidabili, con grande tecnica, con la Spagna che partiva favorita e alla fine s’è confermata». Cosa divide e cosa unisce la Spagna e l’Italia? «Le unisce la forza di un mare meraviglioso come il Mediterraneo, la forza della passione, l’aver dato i natali a grandi pittori e scultori, nel gusto del cibo e del vino, nel sole. In questo momento vedo una pagna appassionata e una Italia emozionata». Ha tifato Spagna, ma come per- cepisce l’Italia e il suo legame col nostro Paese? «Continuo ad assaporare il piacere della lingua italiana. Ancora oggi cantare in italiano è la mia marcia in più. Vado in Australia e si stupiscono: lei sa l’italiano, che meraviglia, ci parli dell’Italia... Mi sento italiano e spagnolo a metà. Ma stasera non ho avuto dubbi». Preferisce un figlio calciatore o musicista? «Tutti, dai grandi ai piccoli sono musicisti: da Enrique al piccolo Rodrigo che è una specie di mago alla chitarra». Al momento del calcio d’inizio cosa le è venuto in mente? «Che la vita è una cosa meravigliosa. Io non canto per i soldi, ma perché ho passione, voglia, grinta. Ecco, passione e allegria sono la caratteristica che ho notato nell’Italia in questi campionati europei. Prima era una squadra tecnico-burocratica, poi è diventata allegra. Che bella serata con in campo la sfida fra dei fuoriclasse come Pedro, Iniesta e Balotelli». Una domanda ancora: teme la vecchiaia? «Non mi riguarda. Almeno adesso, con questa Spagna».
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